Il 9 e 10 ottobre la X Conferenza nazionale dell’Associazione delle istituzioni di cultura italiane. Al centro del confronto il futuro degli istituti culturali, la trasformazione digitale e il rapporto tra patrimonio, memoria e democrazia
Quale ruolo possono svolgere oggi gli istituti culturali nella società italiana? Come stanno cambiando le modalità di conservazione, gestione e accesso al patrimonio documentario? E quali nuove opportunità offre l’intelligenza artificiale per la ricerca, la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio?
Sono alcuni degli interrogativi al centro della X Conferenza nazionale dell’AICI – Associazione delle istituzioni di cultura italiane, dal titolo Italia è cultura. Trent’anni di storia degli istituti: punti di arrivo e nuove sfide, in programma a Torino il 9 e 10 ottobre 2026, presso il Polo del ’900 e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.
L’appuntamento rappresenta un’importante occasione di confronto, anche alla luce dei trent’anni dalla legge 534 del 1996, che costituisce uno dei principali riferimenti normativi per il riconoscimento e il sostegno degli istituti culturali. Due giornate dedicate alle trasformazioni che hanno interessato il sistema culturale italiano e alle nuove sfide che attendono istituti, fondazioni, biblioteche e archivi.
Particolare attenzione sarà dedicata alla trasformazione digitale, con la sessione “Il digitale per gli istituti culturali tra biblioteche, archivi, dati e intelligenza artificiale”, in programma la mattina di sabato 10 ottobre presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, coordinata da Andrea De Pasquale, Direttore generale Digitalizzazione e comunicazione del Ministero della Cultura.
Il panel approfondirà le trasformazioni che il digitale sta introducendo nei processi di conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale, con particolare attenzione ai patrimoni digitali e ibridi e alle nuove possibilità offerte dall’intelligenza artificiale per l’accesso alle fonti, l’organizzazione della conoscenza e la relazione tra patrimonio, ricerca e pubblico.
Un focus specifico riguarderà l’intelligenza artificiale applicata al patrimonio culturale, con una riflessione sulle sue potenzialità per l’organizzazione e l’interrogazione dei dati e delle fonti e sulle nuove modalità di relazione tra patrimonio, ricerca e pubblico.
Tra gli interventi della sessione è previsto anche quello di Federica D’Uonno, funzionaria dell’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library, che contribuirà al confronto sulle prospettive e sulle opportunità offerte dalla trasformazione digitale nel settore culturale.
A seguire, la tavola rotonda “Cantieri digitali: progetti ed esperienze dagli istituti”, coordinata da Giuliano Romalli Direttore dell’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library, porterà al centro alcune esperienze concrete sviluppate dagli istituti associati AICI, mostrando la varietà delle applicazioni del digitale: dall’intelligenza artificiale per l’interrogazione delle fonti storiche alle biblioteche e teche digitali, fino alla realizzazione di strumenti per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio documentario.
Il programma proseguirà nel pomeriggio con la sessione “Quale storia e memoria a ottant’anni dalla Costituente?”, dedicata al rapporto tra memoria, storia e democrazia e al ruolo degli istituti culturali nella costruzione e nella trasmissione della memoria del Paese.
La Conferenza si propone così come uno spazio di confronto sulle prospettive degli istituti culturali, chiamati oggi a coniugare la tutela e la conoscenza delle fonti con nuovi linguaggi, strumenti digitali e forme di partecipazione, rafforzando il rapporto con i territori e con le nuove generazioni.