Alla presenza del Presidente Mattarella la Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione del Ministero della Cultura presenta i risultati di Ecomic e del PNRR Cultura.

Data di pubblicazione: 7/07/2026

Data ultimo aggiornamento: 7/07/2026

Il 2 luglio 2026, presso l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, si è svolto l’incontro di studio “Custodire gli archivi. Conoscere per condividere la memoria nel tempo delle reti e del digitale”, organizzato nell’ambito delle iniziative dedicate agli ottant’anni della nascita della Repubblica e al trentennale dell’Archivio storico.

Nel corso dell’evento, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Direttore generale Digitalizzazione e comunicazione del Ministero della Cultura, Andrea De Pasquale, ha illustrato i risultati raggiunti dalla Direzione Generale attraverso Ecomic, l’Ecosistema digitale per la cultura sviluppato dall’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library.

L’incontro ha rappresentato un momento di particolare rilievo istituzionale, in cui – nel quadro delle policies di transizione digitale condotte dall’Archivio storico della Presidenza della Repubblica – sono stati presentati i principali esiti del più ampio programma di trasformazione digitale del patrimonio culturale italiano realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Nel suo intervento, De Pasquale ha sottolineato come la digitalizzazione della cultura costituisse ormai un asse strategico delle politiche pubbliche, capace di incidere profondamente sulle modalità di tutela, studio e valorizzazione della memoria collettiva. Archivi, biblioteche, musei e istituti culturali sono stati progressivamente integrati in un sistema di relazione e interoperabilità, fondato sulla condivisione delle risorse digitali e sulla costruzione di un ecosistema nazionale della conoscenza.

Al centro della relazione è stato presentato Ecomic, infrastruttura nazionale dedicata alla gestione del patrimonio culturale digitale lungo tutto il suo ciclo di vita: dalla produzione alla conservazione, dall’arricchimento dei dati fino alla valorizzazione e al riuso. Un sistema concepito per superare la frammentazione dei singoli istituti e per garantire una governance unitaria del patrimonio digitale.

I dati illustrati hanno restituito la dimensione del progetto: Ecomic ha coinvolto oltre 4.000 enti culturali, messo in cooperazione 120 sistemi informativi e reso disponibili circa 100 milioni di risorse digitali.

Un ruolo decisivo è stato svolto dagli interventi finanziati dal PNRR, grazie ai quali sono stati prodotti 75 milioni di oggetti digitali attraverso oltre 500 cantieri di digitalizzazione attivati su tutto il territorio nazionale, nell’ambito di un investimento complessivo pari a 500 milioni di euro.

Il programma ha inoltre attivato un importante impatto occupazionale e professionale, coinvolgendo più di 2.000 operatori, tra tecnici, professionisti, imprese e personale degli istituti culturali impegnati nei processi di digitalizzazione e sviluppo dell’ecosistema.

Nel suo intervento, il Direttore Generale ha evidenziato come questi risultati segnassero un cambiamento strutturale nella gestione del patrimonio culturale italiano, per la prima volta organizzato entro una visione sistemica nazionale in grado di integrare amministrazioni centrali, Regioni, mondo accademico, comunità scientifiche e imprese culturali.