ll Direttore generale Digitalizzazione e comunicazione, Andrea De Pasquale, ha partecipato alla giornata inaugurale delle celebrazioni per il 70° anniversario del giornale “Il Corriere di Tunisi”, dal 21 al 23 maggio nel Complesso di Santa Croce, nella Medina di Tunisi, intervenendo con una riflessione sulla ricchezza della produzione a stampa della comunità italiana in Tunisia.
La raccolta più completa de “Il Corriere di Tunisi”, che copre le pubblicazioni dal 1958 al 1997, è conservata presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, proveniente dalla biblioteca dell’IsIAO, ed è stata oggetto di un intervento di digitalizzazione promosso e coordinato dalla Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione del Ministero della Cultura, nell’ambito degli investimenti PNRR M1C3 1.1 – “Strategie e piattaforme digitali per il patrimonio culturale”.
Un patrimonio culturale di grande valore, oggi conservato, in modo spesso frammentario, tra le istituzioni dei due Paesi, che testimonia una storia condivisa ancora in parte da riscoprire.
La digitalizzazione del Corriere di Tunisi rappresenta un’occasione unica per raccogliere tale patrimonio e connetterne le parti, celebrando la storia del giornale e riscoprendo le voci che vi sono rimaste impresse.
“La digitalizzazione della rivista italofona “Il Corriere di Tunisi” è un tassello fondamentale per ricomporre il mosaico della storia collettiva degli italiani fuori dalla penisola, oltre che un modello per futuri progetti dedicati alla stampa italiana all’estero”, il Direttore generale ha spiegato che “il progetto di digitalizzazione della testata nasce con l’obiettivo di valorizzare le attività della comunità italiana e offrire uno strumento di conoscenza e supporto agli studiosi e alle istituzioni. Digitalizzare questi archivi significa non solo preservare la memoria storica della comunità italiana in Tunisia, ma anche “ricondurre questo patrimonio al suo contesto di appartenenza, creando connessioni tra giornali, luoghi, edifici e altri beni culturali.”
Inoltre, ha illustrato anche il progetto nazionale “Ecosistema digitale per la cultura – Ecomic”, che raccoglie già oltre 75 milioni di risorse digitali – destinate a diventare presto 100 milioni – relative a beni archivistici, bibliotecari, museali e archeologici. (ANSA)